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Mauro Burzio è nato a Venasca, in una vallata sopra Cuneo, nella parte nostrana dell'Occitania, dove si parlava la Langue d'OC.
Professore pentito (prima Storia e Filosofia, poi Letteratura Italiana), nel 1988 ha lasciato definitivamente la scuola per dedicarsi a tempo pieno all'attività foto-giornalistica, collaborando con varie testate nel settore dell'etnografia, del turismo alternativo, dell'avventura e del fuoristrada.
Tra l'altro, ha attraversato in lungo e in largo il continente africano con un grande camion fuoristrada, che ha tragicamente finito nel 1992 la sua corsa su di una mina cubana ai confini tra la Namibia e l'Angola. Da allora gira e vive su di un Toyota Land Cruiser, che ha trasformato per i lunghi soggiorni in terra africana. Durante i quali, ha ripercorso in solitaria l'ultimo viaggio di Livingstone alla ricerca delle sorgenti del Nilo, le grandi piste dei trafficanti arabi di schiavi e la traversata coast to coast di Henry Morton Stanley, fino alla foce del fiume Congo, disceso con una chiatta per oltre 2.000 km.
A causa della sua attività fotografica, in Zambia e Zaire è stato arrestato dai servizi segreti con l'accusa di spionaggio.
L 'Africa gli ha regalato enormi emozioni, quindici malarie, due epatiti, un tifo e un colera, alcune fratture e infezioni varie, insieme ad un affetto infinito per i cuccioli di elefante.
Nel 1993, ha vissuto con i Boscimani Ju\Wasi, insediati nel Kalahari occidentale per una ricerca sulla trance e sulla musica dei San.
Nel 1994-5, è stato ospite del Governo della Tanzania, che gli ha commissionato un libro fotografico sul paese. In tale occasione, ha effettuato un lavoro fotografico presso una tribù nomade di Hadzapi, cacciatori raccoglitori di cultura paleolitica stanziati sulle rive del lago Eyasi.
Dalla fine del 1995 alla primavera del 1997 ha soggiornato in Benin, Togo e Ghana per un lungo studio sulla religione Vodoun. Lasciata momentaneamente l'Africa, ha continuato la ricerca in Brasile, per studiare il Candomblè, ovvero il Vodoun portato dagli schiavi africani nel loro calvario oltre il mare. Poi è tornato lunghi mesi nell'Africa del Nord Ovest per completare la sua ricerca sui misteri del Vodoun africano.
Successivamente, in un grande giro in solitaria attraverso diversi paesi africani, ha raccolto una grande quantità di immagini relative a diverse etnie, insieme a molte storie e leggende per un lavoro sulla mitologia africana relativa agli uomini e agli animali d'Africa.
Tra il 1999 ed il 2000, ha attraversato in lungo, in largo e in tondo il continente australiano, fotografando tutto il paese e migliaia di pitture rupestri aborigene in siti difficilmente accessibili. .
Nel 2001 ha abbandonato l'Africa, traghettando l'inseparabile Toyota in America Latina. A bordo del quale ha esplorato per oltre un anno la Patagonia argentina, percorrendo le vecchie piste indigene lungo la cordigliera andina fino alla Terra del Fuoco.
Quindi nel 2003 ha attraversato tutto il Cile da sud a nord, fermandosi alcuni mesi nel deserto di Atacama e di Iquique, un tesoro di geoglifi, mummie e cultura preincaica.
Nel 2005 è arrivato in Ecuador, dove ha intrapreso uno studio sulla cultura e sulla religione afro-americana. Nel 2006 ha passato molti mesi nell'Amazzonia per una approfondita investigazione antropologica della cultura del popolo Huaorani.
I prossimi anni saranno dedicati allo studio di altre etnie amazzoniche ecuadoriane come gli Shuar e i Quichua Naporuna.
Infine Burzio continuerà il viaggio verso nord seguendo la strada pan americana lungo la costa del Pacifico, raggiungendo l'Alaska. Da qui, traghetterà in Cina per ritornare in Italia lungo la Via della Seta di Marco Polo da Pechino a Venezia, sempre a bordo del fedele Toyota in un viaggio durato oltre 25 anni.
Bibliografia
Collabora regolarmente con OASIS, rivista italiana di cultura ambientale e di antropologia, dove pubblica l' ampio articolo mensile "AVVENTURE NEI CINQUE CONTINENTI. DIARIO DI VIAGGIO DI MAURO BURZIO"
Insieme a numerosi articoli giornalistici e servizi fotografici per diverse rivisti, ha realizzato i seguenti CD fotografici per Finson (Milano): Egitto, Erbivori Africani, Felini Africani, Malawi, Marocco, Mauritania, Namibia, Sud Africa, Senegal, Tanzania, Zaire, Zimbabwe .
| Inoltre è autore dei seguenti libri fotografici : |
| Namibia |
La Gemma dell'Africa, G.Mondadori, Milano, 1992 |
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| Zimbabwe |
Il Regno dell' Oro, G. Mondadori -VELAR Bergamo, 1994 |
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| Sud Africa |
il Paese dell'Oro e dei Diamanti, IDEA Libri -VELAR Bergamo, 1998 |
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| Tanzania |
Viaggio nella storia e nel paese, IDEA Libri-VELAR, 1998 |
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| VODOUN: RITI E MISTERI d'AFRICA |
RUSCONI -Velar, 1999 |
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| ANIMALI AFRICANI |
Miti e Leggende, IDEA Libri- VELAR, 2000 |
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| UOMINI AFRICANI |
Miti e Leggende, edizioni VELAR, Bergamo, 2001 |
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ANIMALI D'AFRICA |
Mondadori Elemond, Milano, 2002 (tradotto in inglese, francese e spagnolo) |
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| AUSTRALIA |
Mondadori Elemond, Milano, 2003 |
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| VIAGGIO TRA GLI DEI AFRICANI |
Mondadori , Milano 2005 |
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| CUENTOS NOMADAS |
(con testi di Maria Eugenia Delgado), editoriale Trama, Quito, 2007. |
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| GALAPAGOS, LAS ISLAS DEL TIEMPO |
Trama, Quito, 2007 (www.librogalapagos.com)
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| HUAORANI, LOS ULTIMOS GUERREROS |
Trama, Quito, 2007
(www.librohuaorani.com) |
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Davide Pianezze è nato a Torino, città che per 30 anni l’ ha visto trasgredire alla tradizione che vorrebbe i torinesi, conosciuti come i bộgianen (non muoverti), accomunati da un implacabile senso si sedentarietà, è forse anche per questa ragione che negli ultimi tempi si è spostato verso la più tranquilla Valle di Susa.
I primi quindici anni della sua vita professionale li ha trascorsi a stretto contatto con i più noti Car Designer provenienti da tutto il mondo. Approfittando delle ricerche ossessive relative a riflessi, linee ed equilibrio dei volumi ha sviluppato capacità fondamentali in ambito fotografico.
Con l’inizio del nuovo millennio ha dato una svolta radicale alla sua vita, decidendo di seguire le orme del suo Amico e Maestro il Prof. Mauro Burzio (tra i più noti fotografi ed antropologi in campo internazionale) col quale in passato aveva già collaborato alle realizzazione di libri fotografici e reportage di viaggio.
Raggiunto l’amico in Ecuador, ha partecipato a due differenti progetti di solidarietà: il primo nei difficili territori al confine con la Colombia per conto di una missione di frati Comboniani e successivamente nella missione di Otonga, gestita da Padre Giovanni Onore (promotore e difensore della biodiversità in Ecuador).
Reciso professionalmente il cordone ombelicale con Mauro, ha percorso per lungo e per largo (termine piuttosto forzato in questa circostanza) l’intero territorio cileno: dal deserto più arido del mondo alla fantasiosa policromia offerta dalle regioni della Patagonia per finire poi tra le braccia della mistica cultura Rapa Nui sull’isola di Pasqua. L’ esito del lavoro ha successivamente preso il nome di “Chile Panamericana 5”, libro fotografico edito da Editrice Velar.
Dal 2006 è entrato a far parte del gruppo NPS come fotografo ufficiale Nikon.
Nel 2007, al termine di un breve periodo di studi e ricerche svolte in Italia, Davide ha raggiunto il Paese che, rispetto al globo, si trova esattamente al lato opposto del Cile (scelta assolutamente casuale): la Mongolia, dove si è spostato per mesi alla ricerca di….. tutto ciò che gli si sarebbe presentato di fronte. Il libro “Mongolia” è stato pubblicato nel 2008 in Italia da Editrice Velar ed in Mongolia da MUNKHIIN group.
Nel 2008 ha iniziato una collaborazione con il Politecnico di Torino, dove regolarmente tiene workshops relativi alla fotografia in viaggio.
Nel corso dell’estate boreale 2008 ha intrapreso un viaggio in Africa australe relativo ad un nuovo progetto di carattere editoriale, attraverso i confini di Sudafrica, Namibia e Botswana.
Nei primi mesi del 2009 ha ricevuto dall'Ente del Turismo della Norvegia, l'incarico di attraversare i territori più settentrionali della penisola scandinava, dove ha raccolto materiale fotografico destinato alla campagna promozionale turistica del Paese.
Nell'estate 2009, in collaborazione con l'amico/fotografo Edoardo Miola, è tornato in Africa australe per portare a termine il progetto fotografico, iniziato l'anno predente.
All'inizio della primavera 2010 ha ricevuto dal Ministro dell'Ambiente Italiano, l'incarico di documentare fotograficamente il Parco Nazionale del Pollino per una campagna pubblicitaria dedicata alla biodiversità.
Oltre ad aver pubblicato articoli in collaborazione con la rivista "Voyage", ha esposto diverse mostre collettive e personali, associando frequentemente letteratura e fotografia.
Nel 2007, è entrato a far parte del gruppo di guide di Iperboreus (www.iperboreus.it), con i quali organizza tour fotografici in Mongolia (www.nomadphotographers.com/viaggi-fotografici.html).
In collaborazione con l'agenzia i viaggi Incom Travel (www.incomviaggi.it) organizza tour fotografici in Sudafrica (www.nomadphotographers.com/viaggi-fotografici.html#2).
Davide Pianezze: davidepianezze@nomadphotographers.com
Fotografo ufficiale Nikon www.npsitalia.it/gallerie/pianezze/index.php
P.iva 10244700018
| autore dei seguenti libri fotografici : |
| CHILE pANAMERICANA 5 |
VELAR Bergamo 2006 |
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| MONGOLIA |
VELAR Bergamo 2008 |
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| MONGOLIA |
MUNKHIIN Ulaanbaatar (Mongolia) 2008 |
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Edoardo Miola è nato a Genova ed ha sempre sostenuto che nelle sue vene scorra acqua di mare, anche se ampiamente smentito dalla analisi eseguite.
Nel suo passato di Architetto, è sempre stato attratto dalla progettazione e realizzazione di prototipi, oggetti di design, modelli. Ha sviluppato una conoscenza dei materiali che gli ha consentito di dedicarsi al campo della sperimentazione. Fin dall'inizio della sua professione ha collaborato con i più noti Architetti della scena mondiale che a lui si sono rivolti per ogni genere di verifica.
Attualmente, oramai coadiuvato dai suoi figli, segue l'attività concedendosi ampi spazi per la sua grande passione, il viaggio e la documentazione fotografica.
Navigatore, viaggiatore e motociclista da sempre, privilegia l'avventura ad ogni altro genere di turismo. Dopo aver visitato l'intera Europa, nel 1974 compie il suo primo viaggio in Asia, Iran, Afganistan. Buon conoscitore del Nord Africa, dei paesi Arabi, dell'Indocina, e di tutti i paesi Nordici, rimane affascinato dall'Australia. Dedica ampio spazio alla documentazione dell'area Sud dell'Africa e di aree del Sud America.
Legato da sempre al mare, ha svolto l'attività subacquea ai massimi livelli dedicandosi, successivamente all'attività di skipper.
La fotografia lo ha sempre accompagnato fin da quando a 12 anni, amava fotografare con una vecchia medio formato Voigtlander di suo padre. Successivamente, con la sua fedele Plaubel.
Dai gelidi panorami ed i colori rarefatti dell'area polare, all'Islanda ed alla Russia, dai deserti ed i Parchi Africani alla Mesopotamia, dal Vietnam alla Cina, dall'Australia alle Megametropoli occidentali, ha sempre posto la sua attenzione all'aspetto umano, alle tradizioni e alle inevitabili contaminazioni, frutto del nuovo assetto globalizzato del Mondo.
Conosce Davide nel 1999 . Inevitabilmente la fotografia li accomuna, non appena Davide parte per i sui viaggi in Namibia e Botswana prima, Sud America e Asia poi. Da sempre legati da un comune senso estetico, frutto delle loro specifiche competenze professionali, sviluppano tra loro un acceso dibattito critico sulle rispettive produzioni fotografiche. Aspetto questo che li legherà sempre più nei loro progetti in campo fotografico.
Affascinato dalla letteratura di viaggio, riconosce al “lento girovagare” la vera valenza della conoscenza e della scoperta . Nel 2007, con il suo amico Massimo Cappon, segue Thich Nhat Hanh durante il suo ritorno in Vietnam dopo quasi 40 anni di esilio in Francia. Gira il Paese in ciclomotore. Compone alcuni volumi di reportage di viaggio: Vietnam, Mongolia, Australia, aree del Sud dell'Africa. Attualmente impegnato in Sud America, dedica la sua attenzione agli aspetti tradizionali di questo territorio.
Il prossimo futuro vedrà la realizzazione di due suoi itinerari ideali, in Papua N.G. ed in Buthan, per un progetto rivolto ad aspetti antropologici e faunistici .
Inizia con la fotografia analogica 35mm e medio formato ma, attualmente, utilizza prevalentemente sistemi di ripresa digitale.
Trova nel viaggio e nello spostamento la sua unica vera ragione di “stabilità”. In una sorta di irrefrenabile curiosità, è mosso dall'incessante desiderio di percorrere il Mondo senza curarsi del mezzo di locomozione scelto. Riconosce al viaggio la più ampia valenza terapeutica. Riesce a stabilire un ottimo contatto con le popolazioni che incontra, nella sua continua ricerca delle “anime del mondo”.
Edoardo Miola: e.miola@nomadphotographers.com
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